Caffè #26
Sunday, July 27th, 2008Erano tutti e quattro sotto al tendone rosso del bar. I tavolini all’aperto, una fresca brezza primaverile e la giovane cameriera che porgeva un caffè macchiato. Tempo di pausa, sì. Tempo di lasciar vagare la mente senza troppe briglie, come un cane che scorrazza per campi infiniti dopo una lunga attesa legato alla cuccia.
Erano tutti e quattro assieme: il bambino, il pensatore, il libertino e il romantico. E mentre raccoglievano il cucchiaio videro passare una giovane. La ragazza era sola e camminava incontro al bar con fare spedito. Vestiva un abito verde acqua stretto in vita che rilevava un corpo snello e sinuoso e risaltava il bronzeo colore della pelle. Colpì il suo viso gli spettatori e i suoi lineamenti così affilati che si forzavano alla vista al di là d’ogni volontà umana d’ignorarli. Quando apparve dietro l’angolo il tempo attese un attimo, poi si mosse e lei entrò nel locale.
Il bambino stava versando la bustina di zuccherò e pensò: “il suo sorriso è dolce, quella giovane mi ammalia. Chissà, potrebbe lei essere la compagna dei miei giochi. Vorrei chiederle, vorrei parlarle dei miei diletti, vorrei scherzare e fare smorfie con lei. Vorrei fare anche la lotta, sarebbe bello lottare con lei sul letto e tirarci i cuscini. Forse lei guarderebbe i cartoni animati con me, magari le piacciono e ne potremmo parlare assieme. Ho anche un sacco di videogiochi da farle provare. E poi ho la musica! Andremmo assieme ad ascoltare la musica, a ballare a fare figuracce in mezzo alla gente e poi a ridere. Sì, vorrei proprio sapere se gradirebbe vivere così?”
Il pensatore mescolava il caffè e senti la mente proiettarsi in evoluzioni a lui note: i suoi occhi sono intelligenti, quella giovane mi ammalia. Chissà, potrebbe lei essere la compagna dei miei pensieri. Vorrei chiederle, vorrei parlarle delle mie teorie e rimanere ore a riflettere assieme, a criticarci e a cambiare idea. Vorrei leggesse i miei scritti e mi ascoltasse, vorrei ascoltarla e leggere i suoi scritti. Vorrei stare seduto in un bar, con un bicchiere di vino, a costruire quattro lenti per noi, per leggere il mondo. E poi andremmo assieme al cinema o leggeremmo libri, discuteremmo con forza su chi ha ragione, talvolta mutando talvolta rimanendo della propria opinione. Sì, vorrei proprio sapere se gradirebbe vivere così?”
Il libertino iniziò a bere il caffè senza toglierle lo sguardo da lei e pensò: “il suo corpo è caldo, quella giovane mi ammalia. Chissà, potrebbe lei essere la compagna delle mie fantasie. Vorrei provocare, vorrei prenderla, strapparle le vesti, graffiare, mordere, sentire il sapore della sua carne. Vorrei restassimo nudi assieme a rispondere ai soli richiami del corpo e della fame. Vorrei affondare le unghie nell’oscurità dell’animo umano. Vorrei seguire l’istinto con lei, essere schiavo e padrone del suo corpo e lei schiava e padrona del mio, uniti a cercare brividi in grado di stordire la mente. E poi potremmo cacciare il pudore e le altrui norme che ingabbiano la mente ed essere uniti a schernire il resto del mondo .Sì, vorrei proprio sapere se gradirebbe vivere così?
Il romantico aveva finito il caffè, fu il primo a vederla ma l’ultimo a pensare: “il suo spirito è puro, quella giovane mi ammalia. Chissà, potrebbe lei essere la compagna del mio cuore. Vorrei chiederle, vorrei accarezzarla per ore e sussurarle parole in penombra tra fumi e fragranze. Vorrei sentire il suo calore, abbracciarla e ballare da soli in mezzo alla nebbia. Ci potremmo sfidare a riempir di valore ogni attimo, potrei aprire a lei i miei segreti e custodire i suoi. Vorrei il piacere di lottare per noi contro il mondo, vorrei gli ostacoli e il dolore per viverlo assieme. Vorrei il piacere d’essere fautore d’un suo sorriso. E poi potremmo viaggiare in giro per il mondo o rimanere in casa e abbandonarci all’amore senza ruoli maschere o paure. Sì, vorrei proprio sapere se gradirebbe vivere così?”
Nel tempo di queste fantasie la ragazza se ne era andata, la tazzina era vuota e la pausa conclusa. I quattro si alzarono guardandosi negli occhi e sorridendo dei propri pensieri. Si chiedevano se sarebbero riusciti a trovare una persona con cui condividere sé stessi. Ma soprattutto si chiedevano se ci sarebbero riusciti tutti. Forse erano solo degli illusi. O forse, come scrive un saggio amico, sognare non sempre è vanità.
Kal.



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