Caffè #5
Sunday, June 29th, 2008Camminavo in affanno, con i bicchierini in mano. Coperchio di plastica, bustina di zucchero e bacchetta per mescolare, uno sopra l’altro per ridurre il rischio di rovesciare tutto. Così guadavo l’asfalto fino alla mia meta. Arrivai al muretto, piccolo e di sassi, con una panchina, un grande albero e un’ampia zona d’ombra. Il vecchio stava seduto solo; aveva la pipa in bocca e si muoveva solo per scostarla di tanto in tanto dalle labbra. Gli porsi il caffè e mi sedetti al suo fianco.
-Buongiorno - dissi.
Lui mi guardò in obliquo e sorrise.
- Buongiorno a te, erano un po’ di giorni che non passavi a trovarmi - rispose.
- Sono stato molto impegnato in questo periodo, tra il lavoro e lo studio. Ora dovrei godermi almeno qualche giorno di riposo. Così la settimana scorsa non sono riuscito a passare -.
- Uhm - borbottò, - spero tu abbia pescato qualche carta in questi giorni. Quando ci siamo parlati l’ultima volta avevi lo spirito acceso e pronto per la conquista del mondo -. Una piccola provocazione, una delle sue. Io rimasi fermo e versai la bustina di zucchero nel mio caffè. Mi sorprese la vergogna, non ne conoscevo la fonte; forse il mio spirito era decisamente più spento da quello che il vecchio ricordava e temevo se ne accorgesse.
- Ancora questa storia del pescare le carte? - dissi - rischia di diventare una ricerca affannosa e snervante -.
Il vecchio sorrise - è già tutto morto? -.
Feci cenno di sì con la testa.
- E ora ti stai tormentando in preda al cinismo - proseguì, - caro ragazzo, l’unica cosa di cui occorre preoccuparsi alla tua età è imparare a essere liberi -. Io, seduto sull’erba, alzai lo sguardo a quelle parole e lo squadrai. Sapeva, il vecchio, che la mia indole vacua e astratta si aggrappava a ogni nuvola e mi ritrovai curioso.
- Che vuoi dire? - chiesi.
- È più semplice di quanto sembri - rispose, - solo se impari a essere libero da te stesso potrai uscire dalla gabbia del temperamento o dai segni dell’esperienza, da ciò insomma che ti ha portato sin qui. Così arriverai a scegliere senza vincoli imposti e a evitare di bruciare le occasioni che il destino ti presenterà -
- Credi che tutte le persone che sembrano quiete abbiano imparato a essere libere? -
- No, giovane stupido, non ho mai detto questo. Non confondere la libertà con la rinuncia. Molte persone accettano di viaggiare la vita sottoterra. Ma tu ti tormenti troppo per farlo, amico mio. Vedi, il tuo spirito è chiuso in un corpo. Il corpo e la mente sono il mezzo attraverso cui lo spirito può esprimersi. Più alleni il corpo e la mente più si allargano le sbarre della gabbia e il tuo spirito acquista lo spazio per realizzare una facoltà che gli è propria: la libertà -.
Temi e parole di cui il vecchio aveva già parlato. Ma quello fu per me il momento di capire: - Cosa ne guadagnerei? -
-Sei giovane e ingenuo- mi disse alzando le sopraciglia, - non ti sei mai bloccato nel tuo viaggio per orgoglio? O per paura? O per rabbia? O per l’incapacità di sostenere il desiderio o il fallimento? -
Ci pensai e mi vennero in mente piccoli episodi degli ultimi giorni, - sì, più di una volta temo -.
- Ecco, appunto. Vedi, ora io posso rimanere fermo qui senza timori, perché sento di poter andare in qualsiasi direzione -
rimase in silenzio per un attimo, - però è vero che io ho una certa età, questo almeno ti dovrebbe consolare -. Bevve l’ultimo sorso di caffè, poi mi guardò e sorrise e nei suoi candidi occhi mi commossi. Eccolo qui, vecchio professore e scienziato della mente, autore di libri e pubblicazioni, famoso e onorato da innumerevoli premi, corteggiato da illustri università di tutto il mondo. Eccolo, seduto all’ombra di un albero in una sperduta cittadina italiana a bere un caffè con uno sconosciuto.
- Come posso fare? Voglio dire, tu come hai fatto? - cercavo di arrivare al punto. Avevo la sensazione che qualcosa mi sfuggisse.
- Hai già dimenticato la mia prima domanda ragazzo. Quale carta hai pescato dal mazzo della vita?-
- Non è la prima volta che mi dici questa cosa, ma onestamente non è che sia proprio chiara -.
- Immagina che la vita sia una partita di carte. E nella tua mente puoi vedere la mano di carte che puoi giocare. Ogni volta che ti lasci scorrere dalla vita è come se pescassi un’altra carta. Talvolta trovi carte che hai già in mano. Talvolta trovi carte nuove e qui aumentano le tue possibilità di gioco. Poiché dopo potrai mostrare al mondo più carte. Capisci quando dico che ciò permette allo spirito di realizzare la sua naturale libertà? Non chiuderti dentro i tuoi pensieri, non evitare le tue paure, non rinunciare mai al rischio, amico mio. Niente di così brutto e doloroso vale una vita vissuta con lo spirito ingabbiato e senza carte in mano -.
Rimasi a guardarlo mentre fumava. Non ero sicuro di aver colto tutto delle sue parole ma qualcosa stava vibrando in quel momento nell’aria. Comparve nella mia mente l’immagine di ciò che volevo fare e che non avevo ancora fatto, forse per orgoglio, rabbia o paura.
Mi alzai dalla panchina.
- Scusami - gli dissi - devo scappare, cioè, ho capito che devo fare una cosa. Insomma, forse ho una carta da pescare -. Lo vidi annuire.
- Attendo i tuoi racconti - mi disse - assieme al prossimo caffè -.
Recuperai i bicchieri dall’erba e mi allontanai. Mi accorsi allora che il cuore mio pulsava, come non faceva da tempo.
Kal.

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