Piccolo Pamphlet Sessuale (e, forse, sessista e xenofobo).
Saturday, October 27th, 2007Sì lo so, vi sono mancato. No, non io in quanto persona fisica, ma come entità astratta e un po’ fru-fru dedita al posting selvaggio di tette, culi e vagine al vento.
Qui, ora non si vuole solo continuare una tradizione felice andata per un poco dimenticata, ma fare un discorso serio, nel limite del possibile, sulle differenze tra uomini e donne e su come gira il mondo. Niente di nuovo, sia chiaro, tutto è già stato scritto o impresso nella memoria storica della gente e viene tramandato, molto meglio che sulla carta, per via orale da secoli e secoli. In sostanza, la questione è la seguente: gli uomini sono dei puttanieri che appena vedono un poco di peluria perdono la testa e le donne (e amichevolmente parlando, anche le vostre madri, soprattutto direi) delle troie di merda.
La questione che sto qui per sottoporvi è uno dei tanti esempi possibili che si potrebbero portare sotto i riflettori. Questo è solo l’ultimo accaduto.

La fagiana (termine tanto caro a Gigi) qui sopra è la signorina Rosaria Cannavò - le cui due uniche peculiarità in comune con l’ex direttore della Rosea sono il cognome e la provenienza siciliana - una, credo, aspirante soubrette e come tale, ricoprendo appieno il ruolo preposto, si è accompagnata con, non uno ma bensì due, calciatori. Entrambi della Roma - squadra di cui si dice tifosissima tanto da dichiarare che nel caso vincesse lo scudetto (evento che perché accada tocca aspettare un’altra quotazione a Piazza Affari) sarebbe pronta a uno strip come la Ferilli nel 2001, solo che, a differenza della Sabrinona, che si fermò al due pezzi color carne, promette di mostrare capezzoli e peluria proprio come la Lupa che allattò Romolo e Remo - uno ancora a faticare sui campi di Trigoria mentre l’altro andatosene da un pezzo ma di nuovo tra noi da pochissimo, insomma ci siamo capiti: Panucci e Cassano, meglio, in ordine temporale, Cassano e Panucci.
A parte che si potrebbe aprire un discorso lungo e contorto ma interessante su quanto siano grezze ste “burine di romane” e ste “tarrone adottate all’ombra del cupolone”, con i loro strip per la squadra del cuore e quanto siano false fighe di legno nel fermarsi a metà o nel dichiarare il full frontal, ma ci porterebbe su tutto un altro discorso che un giorno potremmo anche approfondire, quindi è meglio non farlo. Sappiate che è un problema di Roma e dei romani, purtroppo per loro. Non che qui si voglia fare quelli che “ce l’hanno duro” a priori, come a Nord del Pò, qui si ce l’ha duro quando bisogna avercelo duro, qui si pratica il pragmatismo come ai tempi del P.C.I.
Comunque si parlava della signorina Cannavò e delle sue storie sentimentali. A leggere in giro per Internet si evince che la cara Rosaria (Cristo Santo, un nome meno marcato no? Un nome che non dica: “Minchia! Siciliano sono!”. Se ci pensate Fiorello, siciliano anche lui, ha avuto la decenza e l’astuzia di farsi chiamare solo con il cognome) è stata per diverso tempo la fidanzata di Antonio Cassano, fino alla di lui esperienza al Real Madrid, grazie alla quale, sebbene se ne sia andata poco dopo il trasferimento, in Spagna si sono accorti di lei, come dimostrano queste foto scattate per un settimanale iberico. Evidentemente Rosy si è resa conto che il cesso schifoso, grasso, laido e bitorzoluto al quale sollazzava amabilmente il basso ventre e al quale apriva i suoi tre buchi uno dopo l’altro in ordine sparso, in Spagna era incappato in un vicolo cieco, negativo per la sua lanciatissima (forse a sedici anni ai tempi di quel gran gol rifilato all’Inter ai tempi del Bari) carriera calcistica. Che fare quindi per non rimanerci invischiata anche lei e affogare nella melma dalla quale non avrebbe più potuto rialzarsi e dalla quale sarebbe stata inghiottita per finire nel dimenticatoio per venire condannata a una pena da girone Dantesco, ovvero l’anonimato, e il conseguente lavoro da estetista/parrucchiera/sciampista (premetto che non ho niente contro chi fa questi dignitosissimi lavori e che anzi invidio pure visto che si riescono a mantenere a differenza del sottoscritto) in un negozietto di terza categoria lungo la Palmiro Togliatti a Roma, la nota strada di chi vuole sesso a pagamento nella capitale?
Risposta semplice: mollare il cesso schifoso, grasso, laido e bitorzoluto al quale sollazzava amabilmente il basso ventre e al quale apriva i suoi tre buchi uno dopo l’altro in ordine sparso, tornare in Italia e trovare un sostituto al quale sollazzare amabilmente il basso ventre e al quale aprire i suoi tre buchi uno dopo l’altro in ordine sparso. E chi ha trovato? Christian Panucci, giocatore della Roma (Veh che culo! Pure della sua squadra del cuore!) più vicino alla quarantina che alla trentina, e fresco fresco di separazione, che non si sa se indetta da motivi esterni o interni ricollegabili alla signorina Cannavò.
Ma il punto qual’è? Il punto fondamentale si diceva essere quello sintetizzabile con questa semplice equazione: (Uomo=Puttaniere)+(Donna=Troia)=Società (In?)Civile.
Infatti ciò che mi viene da chiedermi è perché una fagiana come la Cannavò deve prima sberleccare (termine caro ad Eric) il pacco a Cassano e poi a Panucci se non per motivi puramente arrivistici? Se i due soggetti in questione, anche se famosi, fossero, che ne so, un Brad Pitt o un George Clooney, beh tanto di cappello, ottima scelta, ma un Cassano, che oggettivamente non è mai stato un bell’uomo, se di uomo possiamo parlare, e un Panucci, che bello, o almeno piacente, semmai lo è stato ai tempi degli scudetti del Milan nei primi anni ‘90, non possono essere una scelta di “cuore” ma tutt’al più una scelta di “culo”, in tutti i sensi che volete.
In gergo questo “do ut des” (che per chi non sapesse il latino come me, si può riassumere “io do affinche tu dia”, Campioli, che il latino lo sa bene, mi corregga se il senso lato non è quello dell’interscambio) si chiama con un nome: prostituzione.
Lungi da me qui fare un discorso moralista sulla prostituzione, di quanto faccia male alla società e di quanto sia svilente per le donne: CAZZATE. Le donne sono intimamente troie, è nella loro natura, sono prostitute nella vita di tutti i giorni, accettando questi scambi che non sempre hanno come merce il vile denaro, spesso è l’amore ciò che viene passato da chi paga a chi vende. E’ l’economia baby, il mondo ha girato sempre su quella, e la prostituzione è la più antica forma di tale sistema, quella su cui si basa la società fin dai suoi albori. Discorso analago si può dunque fare per Cassano e Panucci e, quindi, astraendo, per tutti gli uomini in generale: a prescindere dall’età che i soggetti in questione abbiano, siano ventenni, trentenni, quarantenni, cinquantenni, sessantenni, settantenni, ottantenni, novantenni o centenari, all’uomo basta un microscopico, piccolo, piccolo, piccolo, brandello di pelo (Più pilu per tutti! Più pilu per tutti! D’altronde Albanese non sarebbe un genio) per perdere completamente la testa e per pagare con ogni cosa che lui possiede la possibilità di sventrare ogni orifizio posto sulla persona che tale pelo a lui, e solo a lui, come stupidamente lui crede, la portatrice mostra. Siamo di nuovo al principio economico della domanda e dell’offerta. Io vendo e tu compri. Tu compri e io vendo.
Quindi, al fine di questo piccolissimo e insignificante pamphlet, diciamolo: VIVA LE DONNE TROIE e VIVA GLI UOMINI PUTTANIERI perché è ciò che eravamo, ciò che siamo e cio che, per sempre, saremo, degli animali istintivi con qualcosa da vendere e qualcosa da comprare. E, inoltre, perché, anche voi cattolicissimi seguaci del tedesco in bianco ammettetelo, il sesso, con la sua spasmodica ricerca della domanda e dell’offerta, è ciò che ci ha fatto sopravvivere per millenni come razza umana, e la riprova sta tutta nel fatto che, se così non fosse, non sarebbe, per voi, una nemesi così grande.
Vi amo tutti quanti. Sipario.

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