Cronistoria di una laurea
Saturday, March 31st, 2007
Ecco la cronistoria del 27 marzo, giorno in cui una commissione ha inspiegabilmente conferito a quello strano soggetto sulla sinistra una laurea…






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Ecco la cronistoria del 27 marzo, giorno in cui una commissione ha inspiegabilmente conferito a quello strano soggetto sulla sinistra una laurea…






Emozioni colorano tutto e quando si vuole. Getti d’inchiostro aspettiamo in vita, un rostro che rompa uova di fumo che coprono digiuni d’amore perduto nel sogno di vivere senza un bisogno. Caccio la preda non per la carne. Amore è più dono di colui che ti ama. E a stento accetto tra i gradi dell’alcol che non possa essere chiaro. Ch’ancora si perda l’occhio e non si raccolga il desio sommo dell’essere umani: darsi. Cresce il battito del cuore, riconosco adolescente l’ardore che temo sopito. Nuovo ora e governato si trova più forte e forte può scegliere il male. Si fiuta a tratti il rischio e sparisce pian piano il rimorso del male ch’hai fatto. Resta solo il ratto del sogno tuo. Paghi il riscatto e rimani avulso dalla sorpresa; tutto scorre ora. Anche tu. Parole sconnesse il cui senso è un getto d’inchiostro. Le mani sporche di rosso tuo sangue, le spingi ancora per godere della tua forza. Poi ti ritrovi la voglia di cogliere uno stile e tracciare di nero un confine. Piano, entro i bordi, come un bambino. Che scelta di libertà e gode di sé in ogni istante della sua stolta follia. Grandiosa nella battaglia, umile innanzi allo specchio. Piange parole sconnesse. Amo il genere umano che concede a me la contraddizione. Amo due occhi cerulei, li fisso sdraiati e un cielo si apre e i rami verdi lo affrontano come coltelli e mi proiettano nell’anima del sole nero, felice e cullato dal vento che sussurra calore senza parole. Parole sconnesse. Per quel disegno risorgo, per quella luce. Di una sola candela ma basta per porre sul foglio il senso dell’essere accolto. La luce di una candela commuove il mio corpo e piango del pianto che le ombre hanno bandito . Non più getti d’inchiostro ma nella penombra nascono forme. Una candela e sorge il disegno e risorge l’impegno e perda ogni forza l’indegno errare. Parole sconnesse. Prego un istante per quella candela, combatto per darle la vita. Un istante ancora, anche solo al momento dell’alba, in principio alla veglia, che colga il sogno non conscio ma quasi, sicché sembri più vero. Solo qualche secondo, tra i fumi del mattino, di luce per scorgere le forme mie scelte che ora non vedo nell’ombra. Ancora una volta… ancora un poco… dove sto andando. Parole sconnesse.

potrebbe essere uno scherzo del primo di Aprile ma in realtà non lo è… anche questa settimana si organizza una domenica fuori dal normale… possibili destinazioni:
- un ristorante di Barberino del Mugello (mi pare si chiamasse Paiolo)
- una località montanara ancora da definire (se c’è bel tempo)
astenersi perditempo e fiaccaballe… Scacco come al solito senti un po’ in giro please…
PS: l’immagine non c’entra proprio un cazzo… è che stamattina sogno posti tropicali…
Girovagando per il centro di Bologna, dopo la laurea della sorellina, mi imbatto casualmente in un muro tappezzato di volantini pubblicitari e locandine…
Quand’ecco, ne compaiono 2, una accanto all’altra, da cui il nostro psicologo potrebbe predere spunto…
il fenomeno Power Balance:
I MISS YOU NORWAY:
Delusioni e Speranze: