
Questo è il caso:
Lo storico britannico David Irving è stato arrestato l’11 novembre 2005 in Austria durante un controllo di routine su un’autostrada in Stiria, nel sud del paese.
Questo è il motivo
E’ un Holocaust Denier o, in italiano, Revisionista dell’Olocausto.
Nella sua bibliografia ci sono 2 libri su questo argomento:
-Apocalisse a Dresda (Mondadori, 1992), in cui ridimensiona i dati ufficiali dell’Olocausto e afferma che Hitler non sapeva niente dei campi di sterminio.
-Denying the Holocaust (Penguin Boks 1993), in cui nega l’Olocausto con frasi del tipo: “Auschwitz non è che “una Disneyland per turistiâ€? e non ha mai avuto camere a gas in funzione.”
Questo è il suo sito, dove mette in free download tutti i suoi libri.
In Austria pende su di lui un mandato di cattura dal 1989, quando aveva fatto 2 conferenze a Vienna e a Leoben, nel sud del Paese, sulle sue controverse tesi. In Austria infatti vige una legge per cui negare l’Olocausto significa fare apologia di sterminio.
Questi sono i fatti. Veniamo alle opinioni.
I giornali.
-Redazione de “il Giornale”: “Le sue tesi, che non condivido, permettono di avere una maggiore conoscenza della verità storica. Il non permettere l’esprimersi di una tesi, qualunque essa sia, ha storicamente portato a periodi di barbarie.”
-L’Unità :”È uno di quei casi in cui la giustizia arriva tardi, ma arriva anche per gli storici, costretti ad entrare in tribunale per le loro opinioni, se queste costituiscono una mancanza di rispetto e una violazione della memoria storica.”
-L’Unità :”Ora un altro tribunale fa giustizia alla memoria delle vittime dei campi di sterminio, mettendolo in carcere.”
Gli intellettuali.
-Hobsbawm, autore de “il Secolo Breve” (saggio definitivo sulla storia del XX secolo) e tutt’altro che negazionista, in occasione della sua lectio magistralis all’Università degli Studi di Torino alla fine di marzo 2000, sostenne che dare spazio a Irving costituiva uno stimolo alla discussione.
-Franco Damiani: “Domando: chi è il depositario della verità sull’ultima guerra mondiale, al punto da poter stabilire per legge che cosa possa o non possa scrivere uno storico?”
-Massimo Fini:”Accettare che esistono idee considerate aberranti è il prezzo che una vera democrazia paga a se stessa. I reati di opinione caratterizzano i regimi totalitari. I nazismi appunto. Le idee, anche se aberranti o eventualmente aberranti vanno contrastate con le idee, con gli argomenti con la documentazione.”
La mia opinione.
Innanzitutto vorrei evitare che si sconfinasse nel discorso politico. Come vedete: giornali di destra sono pro, giornali di sinistra contro Irving.
Gli intellettuali invece pongono una questione molto più profonda: la democrazia, se è veramente tale, deve permettere a tutte le idee di potersi esprimere. Non si fonda sulla frase di Voltaire: «non condivido ciò che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo»?
Ora: nessuno di questi intellettuali citati credo sia d’accordo con Irving e nemmeno io lo sono. Sono idee aberranti. Ma è giusto che per le sue idee sia messo in carcere? Per 2 conferenze per giunta? Capirei (e neanche tanto poi…) se avessero tolto dalle stampe i suoi libri. Capirei se non gli permettessero di parlare in pubblico. Ma qui abbiamo uno storico che per le sue idee rischia 20 anni di carcere . Per le sue idee!
Ora: come fa una legge a dire quale sia la Verità storica che non può essere toccata?
Come fa una legge a definire quali idee fanno paura e quali no? Perchè è di questo che si tratta. In prigione ci vanno i criminali, per la sicurezza dei cittadini e per la loro rieducazione. Le idee dunque mettono a rischio la nostra sicurezza? Uno storico, libero pensatore, deve essere rieducato? E rieducato rispetto a cosa?
Infine vi interesserà sapere che la legge austriaca sta diventando europea. C’è già un progetto di legge.
Spero che il discorso di fondo si capisca: lungi da me l’essere antisemita (anche perchè si rischia la prigione). Gli ebrei sono i miei fratelli maggiori. Non sono d’accordo con Irving, è un coglione. Ma le sue idee possono servire a una ricerca più approfondita (come in effetti è stato poi…).
Una democrazia non deve avere paura delle opinioni, nel momento in cui comincia ad averne è finita come democrazia.
il fenomeno Power Balance:
I MISS YOU NORWAY:
Delusioni e Speranze: